Aree di attività

Lo studio legale Di Pede si occupa della difesa del contribuente a partire dall’inizio della verifica fiscale, per poi proseguire con l’impugnativa dell’avviso di accertamento (o di altri atti accertativi), o di atti della riscossione (ad es., cartelle di pagamento) dinnanzi alla Commissione Tributaria Provinciale. La difesa continua presso la Commissione Tributaria Regionale e, infine, dinnanzi alla Suprema Corte di Cassazione.

Sin dall’inizio della verifica fiscale, l’avv. Giuseppe Fausto Di Pede rappresenta e difende l’imprenditore e il lavoratore autonomo dinnanzi alla Guardia di Finanza e all’Agenzia delle Entrate. Questa prima fase è delicata e dà la possibilità al difensore di poter chiarire la posizione fiscale del verificato, o formalizzare contestazioni nel caso in cui le censure formulate dall’amministrazione finanziaria siano, in tutto o in parte, illegittime o infondate.

Lo studio si occupa anche dell’aspetto penale nel caso in cui l’evasione integri gli estremi di un reato. Ciò è molto importante per almeno tre motivi:

  • Con le ultime modifiche normative, i termini di prescrizione dei reati fiscali sono stati portati, di fatto, a dieci anni. Dunque, il processo penale-tributario è oggi una faccenda seria che è opportuno sia affrontata con l’aiuto di un avvocato tributarista.

  • Affidandosi a noi, il contribuente potrà avere una difesa omogenea dinnanzi alle commissioni tributarie e al giudice penale.

  • • In base all’attuale legislazione, il principio del cosiddetto “doppio binario” si è largamente affievolito, con la conseguenza che i due procedimenti, quello amministrativo e quello penale, di fatto, si condizionano a vicenda, e l’avv. Giuseppe Fausto Di Pede sa bene come muoversi su entrambi i fronti.

Per esempio, nei casi di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, una soluzione transattiva in sede amministrativa che sacrifichi la ripresa a tassazione di rilievi non penali, potrebbe agevolare un’assoluzione in sede penale, consentire un patteggiamento o comportare la diminuzione fino alla metà della pena e se ci sono i presupposti, la sospensione condizionale della pena e la non menzione sul certificato del casellario giudiziale. Tutto ciò potrebbe permettere  anche di evitare il pericolosissimo sequestro per equivalente che, in tempi di crisi come questo, potrebbe determinare il tracollo economico dell’imprenditore. In questi casi, un’ottima soluzione transattiva in sede amministrativa risolverebbe o mitigherebbe fortemente il problema penale e le sue gravose conseguenze.

Chiamaci al numero 0835319408 Per una Consulenza

Indirizzo

Indirizzo:

Social